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#14nRiseUp: da Roma a Napoli la protesta continua Stampa
Martedì 13 Novembre 2012 11:33

Daniele Rocca - Scontri a Napoli, occupazioni a Roma. Le proteste del mondo delle scuola, che avevano caratterizzato lo scorso fine settimana, si reiterano anche in questa. In vista dello sciopero previsto nelle capitali europee per il 14 novembre, la disputa per i diritti allo studio e al lavoro diviene incandescente. La sopportazione è arrivata al limite.

 

C’E’ CHI DICE NO – “Fornero a lavorare comincia tu”. “Con Profumo la scuola va in fumo”. “No ai signori della precarietà”. Sono questi i cori che hanno accolto oggi i ministri Fornero e Profumo in visita a Napoli in occasione della presentazione di un progetto sull’apprendistato con la collega del Lavoro tedesca Ursula von Der Leyden. Le cause delle protesta sono quelle che affliggono la popolazione italiana ed europea: assenza di posti di lavoro, del precariato (complice la controversa riforma dell’articolo 18) e, di conseguenza, un futuro privo della garanzia di un reddito fisso sul quale fare affidamento.

Tremila, tra studenti e disoccupati, hanno preso parte alla manifestazione partita da Piazza San Vitale alle 11:30, contro le scelte dell’attuale governo. Quando il corteo ha raggiunto viale Augusto però, i manifestanti hanno dovuto fare i conti con la resistenza delle forze dell’ordine, dalla quale sono partite cariche con annessi scontri di piazza. In pochi minuti le strade di Fuorigrotta si sono trasformate in un campo di battaglia, con l’esplosione di numerose bombe-carta ed il lancio di fumogeni, la distruzione di alcune auto parcheggiate in zona e il danneggiamento di alcune vetrine commerciali. Nel bilancio finale si parla di diversi feriti su entrambi i fronti e di due fermi.

LA PROTESTA CONTINUA – Nella manifestazione congiunta di sabato scorso a Roma, insegnanti e studenti avevano chiesto una scuola uguale per tutti, più statale e più libera. Al centro del conflitto il ddl 953 (ex legge Aprea) sull’ingresso dei privati nei consigli di amministrazione degli istituti, il “concorsone” per i docenti precari, l’art. 3 della legge di stabilità, a cui si deve l’innalzamento dell’orario degli insegnanti da 18 a 24 ore.

A seguito della straordinarie mobilitazioni che hanno portato in piazza più di 30.ooo persone sabato scorso, proprio oggi, la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento del governo alla legge di stabilità che cancella l’ipotesi: «Decise misure alternative per trovare le risorse per raggiungere i 157 milioni richiesti dalla spending review», dice Profumo. Nonostante questo provvedimento, sono ancora molti i nodi da sciogliere sul versante scolastico, che verranno denunciati con le proteste organizzate dagli studenti di tutta la penisola.

LICEI ROMANI: TRA OCCUPAZIONI E SVASTICHE – Legge di Stabilità e ddl ex Aprea, questi i motivi che hanno portato i liceali della Capitale ad occupare le proprie scuole e la loro fermezza contro l’austerity è tangibile. Occupati da questa mattina anche il Rousseau, il Platone, il Peano, l’Ilaria Alpi e il Mafai. E’ assurdo che in questo contesto di occupazioni e di presa di coscienza da parte degli studenti, si inseriscono episodi da stigmatizzare: facciamo riferimento alle scritte neofasciste apparse sul liceo Manara e al Mamiani a Roma. Svastiche e scritte inneggianti a Hitler campeggiano sulle mura degli istituti, distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dalle iniziative davvero importanti e che hanno portato all’occupazione di numerosi licei.

Simili atti di inciviltà ledono la memoria storica del nostro Paese, oltre a minarne le basi, a partire dalla Costituzione italiana, la quale ripudia ogni forma di fascismo, nuova o vecchia che sia. Per questi motivi, infatti, pare che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, avendo manifestato una ferma presa di distanza da questi episodi, terrà una conferenza sul tema del “negazionismo”, il prossimo 19 novembre presso l’istituto Manara.

#14NRISEUP - Questa escalation di proteste animata dagli studenti medi di tutta Italia sfocerà nella mobilitazione per lo sciopero europeo del 14 novembre, indetta dal CES (Confederazione Europea dei Sindacati) formata dai principali sindacati degli stati membri dell’E. In modo particolare in Italia hanno risposto alla chiamata i sindacati di base, mentre la CGIL ha annunciato uno sciopero generale di sole 4 ore, a differenza di Spagna, Grecia e Portogallo.

Come nel resto d’Europa, alla manifestazioni prenderanno parte studenti medi e universitati, movimenti, associazioni, comitati e singoli cittadini che si battono contro le politiche dell’austerity. Sarà un manifestazione che testimonierà, in maniera incontrovertibile, l’opposizione sociale a quelle che sono le misure economiche della BCE (Banca Centrale Europea) e FMI (Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea), troppo lontane dalle esigenze primarie dei cittadini del Vecchio Continente. Intanto l‘ashtag #14nRiseUp è diventata la prima tendenza mondiale di twitter, marchio di fabbrica della protesta europea.

da dailystorm