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Stop Biocidio Stampa
Mercoledì 23 Ottobre 2013 10:14

asud.net - Il Biocidio in atto in Campania è ormai certificato da studi scientifici, relazioni tecniche, indagini giudiziarie e giornalistiche, commissioni parlamentari, denunce e sequestri.   Il “sistema” perverso ha determinato una completa frattura tra cittadini ed istituzioni ed un legittimo sentimento di repulsione verso il ceto politico che ancora si arrocca su posizioni negazioniste, con l’intento di demolire il provato nesso di causalità tra inquinamento ed incremento di malattie. L’evidente stato di emergenza sanitaria viene infatti ancora negato dalle istituzioni, che si stanno assumendo in questo modo una responsabilità inaudita verso popolazioni inermi, di cui dovranno rendere conto.

L’attuale condizione rappresenta il culmine e l’effetto diretto di un processo criminale, perfettamente orchestrato tra imprenditoria malsana, criminalità organizzata e politica corrotta, che ha ufficialmente condannato a morte un territorio abitato da oltre tre milioni di abitanti, coinvolgendo nella quasi totalità le province di Napoli e Caserta e che sta attentando anche le province di Benevento, Avellino e Salerno.   In opposizione a questo sistema, da anni, l’azione di mobilitazione dal basso si è sostanziata nella nascita di Comitati, associazioni e multiformi aggregazioni di partecipazione e di cittadinanza attiva.

L’arduo sforzo successivo è stato unire queste realtà che hanno avvertito la pressante urgenza di coordinare le proprie forze e di far convergere le singole esperienze, provenienti da diverse storie e differenti identità per dare adeguata rappresentanza a fondamentali bisogni, la dignità e la salute. Ma, soprattutto a riappropriarsi del diritto alla  vita,  a poter vivere in un mondo migliore di questo. Questo deve tradursi nella capacità, fin da subito, di muoversi guardando a un comune orizzonte e dando vita a vertenze vincenti di progressiva complessità nei confronti dei diversi livelli istituzionali e suscitando così una sempre più ampia e profonda legittimazione dell’azione comune.

Cittadini contro il Biocidio

Le entità, che danno vita a questo processo unitario, denominato “Stop Biocidio”, affrontano un percorso  che prevede l’attraversamento delle singole esperienze, la contaminazione reciproca e la valorizzazione  delle specificità. Sono fortemente consapevoli che nella costruzione di una coalizione sociale contro il biocidio è necessario fare un passo indietro in termini di identità soggettiva per farne due avanti come movimento, e  far sì che le differenze siano valorizzate come ricchezza collettiva e la molteplicità ed il meticciato si sostituiscano all’autoreferenzialità ed all’identità egoisitica. Questa coalizione intende mantenere uno status apartitico, evitando di esprimersi con un linguaggio riconducibile a partiti e a movimenti politici.

L’ultimo decennio è stato contraddistinto da una forte azione mediatica tesa a dimostrare l’incapacità dei campani nel gestire i propri rifiuti solidi urbani. Funzionali a tale disegno anche le ricorrenti “ emergenze” create ad arte, rafforzate dal “regime” di commissariamento. Intanto si terminava la costruzione dell’inceneritore di Acerra, addirittura cambiando le regole a gara già avviata, si allestivano discariche che contravvenivano la stessa normativa emanata attraverso appalti ad aziende spesso legate ai poteri criminali, mentre la politica ci raccontava la favola della “ soluzione finale “ attraverso il ciclo integrato per uscire dalla infinita emergenza, fuori dai riflettori i rifiuti industriali avvelenavano la nostra terra.

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