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AltraMente Scuola per tutti - Politica e società
"Adua" di Igiaba Scego PDF Stampa
Giovedì 10 Marzo 2016 15:00

Fiorella Palomba

Premessa

Ho letto Adua nel gruppo di lettura organizzato dalla libreria Nuova Europa di Roma. Una bella pensata: ogni partecipante acquista un libro a sorpresa e incontra il gruppo per tre volte, l’ultima con l’autore. Una presentazione capovolta: il lettore presenta all’autore i propri pensieri, note e recensioni, l’autore ascolta.

Ho letto il libro proposto, Adua di Igiaba Scego, più volte per due ragioni fondamentali. La prima perché ritengo doveroso, in un gruppo di confronto, leggere con attenzione, la seconda per cogliere lo stile letterario.

 
"2098" di Andrea Nero PDF Stampa
Giovedì 10 Marzo 2016 14:53

Fiorella Palomba - Andrea Nero, in questo romanzo breve, ti prende per mano e ti conduce nello spaesamento totale. Qui sta il bello, questa è l'anima della narrazione.

Quando scrivo una recensione sono attenta sia al coinvolgimento emotivo che un testo suscita, sia al filo conduttore e questa opera prima di Andrea Nero riesce a emozionarti, a farti pensare profondamente al tuo presente, al tuo passato e al tuo futuro e a quello dell’umanità intera. Vi pare poco?

Una presentazione e un'appendice, di cui dettaglierò più avanti, racchiudono come in una conchiglia un tesoretto che ti lancia in una avventura senza fine, nel gorgo delle tue paure profonde, in una oscillazione continua tra presente, passato, futuro e in tre luoghi diversi del pianeta che, a mia sommesso avviso, vogliono rappresentare antichità (Roma), modernità (Islanda), radici tribali (Botswana) e che sono i nostri desideri e le nostre contraddizioni.

 

 
L'angolo delle poesie PDF Stampa
Lunedì 19 Maggio 2014 11:37

Poesie di Patrizia Tanda

 

Cara Edda,

è triste salutarti

in questa mattina maledetta..

Già sento che mi mancherà la tua dolcezza

Non avrò più i tuoi consigli..

preziosi come quelli della madre per i figli,

e davanti al distributore

 
L'Afghanistan fuori dall'Afghanistan PDF Stampa
Mercoledì 16 Aprile 2014 09:27

Samir Hassan - Fuori dai nostri angusti confini europei ci sono storie, o meglio fatti, che diventano tali solo per il modo in cui vengono raccontati, per la destrezza di chi li narra o per la eco che sono capaci di riprodurre alcuni sensazionalismi dell’informazione virale e di massa. Storie, appunto, che non sono giudicate per la loro portata simbolica; tanto meno per la loro incisività o vena autoriflessiva. Le storie, come anche i reportage o i servizi confezionati in loco, sono un variabile indipendente del binomio domanda-offerta che, volenti o meno, dobbiamo ammettere aver egemonizzato il modo dell’informazione.

 
Recensione: L'Afghanistan fuori dall'Afghanistan PDF Stampa
Mercoledì 19 Marzo 2014 14:00

L'Afghanistan fuori dall'Afghanistan - di Enrico Campofreda e Patrizia Fiocchetti - (Poiesis editrice, 143 pp.)

Dario MaviliaQuando vengo a conoscenza di un nuovo libro che parla di Afghanistan, avverto subito un pericolo, anzi un rischio. Quello di trovarmi davanti all'ennesimo piccolo“manuale di storia”rigonfio di cronologie e nomi per confondersi meglio; oppure l'opposto, un libricino di testimonianza con un'intervista strappalacrime decontestualizzata da tutto ciò che accade intorno.

Conoscendo gli autori, stavolta mi sono approcciato alla lettura con spirito positivo, e non sono stato deluso. “L'Afghanistan fuori dall'Afghanistan”evita i rischi perché fa tutto quello che si deve fare per tenerli a distanza.

 
Sacro GRA - una recensione PDF Stampa
Mercoledì 02 Ottobre 2013 15:15

Roberto Donini - SACRO GRA è un capolavoro. Indispensabile e aggiornata ricerca del Sacro. Dov’è il Sacro? Come e chi ne parla? La sequenza “impressionista” (fotografia sfocata del traffico veicolare) ci fa ritrovare nella “selva oscura” dell’umanità sofferente separandoci dalla città. Roma è intravista da una finestra di una casa popolare, Roma è oltre "l’anello di saturno” (dice Rosi nella didascalia di apertura) l’umanità (coloro che guardano) invece è sul “rim” (burrone) dove cerca di vivere con dignità la marginalità.

 
Sacro GRA ovvero la Grande Rinuncia all’Abitare PDF Stampa
Martedì 24 Settembre 2013 10:48

Antonello Sotgia, dinamopress - Un film?un documentario? o piuttosto un invito alla rassegnazione urbana? In un punto che non sono riuscito a riconoscere il Grande Raccordo Anulare taglia, sovrastandola, una sinuosa pista dove scorrono velocissime automobiline telecomandate. Una serpentina di curve che, rincorrendosi, non spezzano il folle ritmo di quei bolidi. Il contrario di quello che avviene sopra. Qui le colonne di auto procedono lentamente in attesa di trovare come “tirarsi giù”da quell’anello di asfalto imposto, nell’immediato dopoguerra, alla città e fuori da ogni logica urbanistica, dall’ allora rinata Associazione nazionale strade (Anas). Un pesantissimo lascito a segnare per sempre il destino urbanistico di Roma e il proprio espandersi a macchia d’olio.

 
Storie di resistenza nella grande trasformazione della Cina PDF Stampa
Martedì 16 Luglio 2013 10:58

Un libro di Angela Pascucci (ediz. dell’asino2013 euro 12,00)

Antonello Sotgia - Da gennaio del 2012 la maggioranza della popolazione cinese (oltre 700 milioni) vive in aree urbane.

 
Una grande bellezza che dura un solo quarto d’ora PDF Stampa
Mercoledì 29 Maggio 2013 16:35

Antonello Sotgia, dinamopress - Hai quasi l’impressione che Paolo Sorrentino riprenda con due soli “fuochi”: macro e grandangolo. A permettersi il chiudere sui particolari e, immediatamente dopo, l’allargare su Roma. Vedi il macro puntare senza pietà sul soggetto e poi il grandangolo che, come velato dal filtro della (ma non è una novità) straordinaria fotografia di Luca Bigazzi, si appoggia sulla città.

 
La Grande Bellezza di Roma PDF Stampa
Lunedì 27 Maggio 2013 07:49

Paola Boffo - Il film di Sorrentino ha avuto critiche diversificate, in Italia soprattutto stroncature, all'estero soprattutto apprezzamenti. Ho un'ammirazione sconfinata per Toni Servillo, e questo mi condiziona, ma “La grande bellezza” mi è piaciuto molto. Un insieme di personaggi vacui, fra i quali alcuni “destinati alla sensibilità” come il protagonista, scrittore interrotto e giornalista di maniera, altri destinati alla morte, i più giovani e incolpevoli, altri ancora raccolti intorno al proprio io falsificato e un po' sfatti nel corpo e nell'anima, fino in qualche caso a precipitare nella perdita di se stessi e nella mostruosità dei personaggi felliniani di “Roma” e di “Otto e mezzo”, che Sorrentino omaggia per tutta la durata del film.

 
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