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I film di altramente PDF Stampa
Domenica 26 Febbraio 2012 08:19

Paola Giaculli - SHAME - Malato di sesso, ma sensibilissimo: così ci appare Michael Fassbender, una benedizione per le etero, i gay e i bisessuali di questo mondo. Un corpo affascinante, così come la sua recitazione attorno a cui ruota e vive tutto il film di SteveMcQueen che sembra averlo fatto a sua misura.

 

Il sesso da soli pare addirittura meglio o quando è la rappresentazione del nulla, del vuoto. Meglio la quantità che la qualità. Si cerca l’appagamento in qualsiasi modo, ma qualsiasi orgasmo, non importa quanto intenso, non dà felicità, e ribadisce, nonostante la frequenza degli atti, l’incolmabile senso di vuoto. All’impatto con i sentimenti invece l’eccitazione viene meno come la voglia, che è meglio recuperare a pagamento.

Ma perché? Si capisce dalla cupezza di una New York mai così triste e grigia. Anche la metro sembra una minaccia, un incentivo al suicidio, anche se la sorella sceglierà per questo la casa del protagonista per provocare quell’onda di affetto che le salva la vita e quella del fratello dal vuoto in cui è immersa. Nonostante il lavoro redditizio, l’appartamento con vista imponente ma comunque triste, Brandon non riesce a riempire una vita che sembra piena solo di benessere materiale. Il conseguente inaridimento di sentimenti è un atto di accusa verso una città e una società in cui contano solo il denaro, o come per il capo di Brandon, le scappatelle abitudinarie incuranti dei sentimenti delle persone che coinvolgono.

Anche Sissy, sorella di Brandon, è un’anima in pena: ma lei non si dà per vinta e non vuole decretare la sconfitta definitiva dei sentimenti. Ma è una depressa che si illude continuamente, e Brandon, pur con un affetto mal espresso, cerca con maniere brusche di riportare la sorella in una realtà che Sissy umanamente rifiuta. Alla fine la tragedia è evitata e anche Brandon sembra avere un ripensamento. Sarà guarito? La spettatrice finisce di soffrire (con lui) per le sue vicende pur provando allo stesso tempo un certo dispiacere per il dissolversi delle immagini che l’hanno fatta innamorare di Brandon/Michael Fassbender, premiato meritatamente a Venezia per la migliore interpretazione. Paola Giaculli

 

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