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Le fiabe di AltraMente: Fuori del tempo e dello spazio Stampa
Martedì 31 Gennaio 2012 11:08

Patrizia Sentinelli-In un punto fuori del tempo e dello spazio vivevano due bambine. Non hanno il nome perché nel punto fuori del tempo e dello spazio non ci sono nomi. Ci sono solo i sentimenti. E quello tra le due bambine era molto forte si fondava sull’amore e sulla solidarietà.

Anche dopo litigi furiosi il legame persisteva e dopo che si erano tirate i capelli e scambiati insulti feroci tornava il sereno senza alcuna ferita da rimarginare. Erano sorelle, nate dallo stesso grembo, forse nello stesso momento o forse no, ma nel punto senza tempo e senza spazio non c’erano né calendari, né orologi, né registri anagrafici per sapere quando si era nati. Si viveva e basta.

Nel punto c’era la luce e il buio, ma tutto, agli occhi di un estraneo sembrava opaco. Per vedere limpido, distinguere i colori, i volti, le colline e il mare bisognava scambiarsi desideri e segreti. Bisognava diventare amico l’uno dell’altro, l’una dell’altra e condividere il bene comune. Nelle case non c’erano né muri né soffitti. Qualche volta c’era il pavimento ma era rovesciato come un piccolo cappello sulla testa di un vecchio pagliaccio, solo per coprire un po’ e lasciar entrare il sole e l’aria. Non c’erano né banche né uffici di cambio e le cose che servivano per vivere si scambiavano e si riusavano mille volte. Sembrava un gioco ma era la vita. Non è che non scoppiassero mai liti o conflitti, ma proprio come per le due sorelle, la riconciliazione arrivava piuttosto presto, perché si conoscevano i desideri e i segreti.

Tutte le cose e tutte le persone cercavano l’armonia. Nel punto poteva entrare chiunque. Anche chi non voleva farsi amico: ma per lui o per lei a seconda dei casi, la vista restava con quel problema dell’opacità negli occhi. Ma erano fatti suoi se per egoismo e arrivismo si perdeva il meglio! Nel punto non c’erano frontiere. Né eserciti schierati a protezione. Solo quella dannata opacità per chi non voleva condividere e preferiva arraffare per sé quello che era di tutti. Conviveva il vecchio con il nuovo. Ciò valeva anche per le tecnologie. Cosicché accanto alla rete internet usata a piacimento da chiunque volesse, giravano per le vie speciali banditori che richiamavano l’attenzione con una trombetta per ricordare di andare in piazza grande per l’assemblea della condivisione. Dal punto fuori del tempo e dello spazio una volta, non un giorno, perché –ricordate- non c’erano né calendari ne’ orologi, una volta – dicevo—le due bambine cominciano una nuova esplorazione. Piano piano si allontanano e arrivano nel punto del tempo e dello spazio. Tirano fuori come i vecchi banditori la trombetta per chiamare all’assemblea della condivisione e da allora ogni pianeta, satellite, stella diventa il punto del bene comune.

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