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Recensione: Oltre il pubblico e il privato Stampa
Venerdì 13 Luglio 2012 18:19

Roberto Musacchio - Oltre il pubblico e il privato è il titolo di un bel libro collettaneo curato da Maria Rosaria Marella, ordinaria di Diritto privato all’Università di Perugia. Per un diritto dei beni comuni è il sottotitolo. Parto da qui per presentarlo in quanto proprio sul titolo si sviluppa una discussione interna al volume stesso che raccoglie i materiali di 4 seminari organizzati dalla facoltà giuridica di Perugia.

La discussione, proposta da uno degli autori dei saggi, riguarda proprio il rapporto tra beni comuni e pubblico. Che i beni comuni non siano precisamente la riedizione del pubblico è questione che emerge con ricchezza di argomentazioni dai tanti contributi che il libro raccoglie risultando perciò prezioso e immancabile.

D’altronde se i beni comuni sono diventati punto di riferimento di un pensiero e di una pratica che si diffondono sempre più è perché contengono elementi decisivi per reagire al riduzionismo mercificatorio e tecnocratico di questa fase del capitalismo finanzia rizzato e di questa Europa. Il volume in questo senso è una vera e propria miniera di materiali, riflessioni, esperienze e punti di vista.

Spazia dalla filosofia alla giurisprudenza, dall’urbanistica al lavoro articolandosi in 4 grandi temi che riguardano i beni comuni e la proprietà individuale, l’esplosione dei beni comuni dall’acqua all’immateriale, lo spazio urbano come commons e il lavoro come bene comune? dove il punto interrogativo è l’elemento centrale della riflessione.

Il tutto aperto da una introduzione della curatrice e da una postfazione di Stefano Rodotà. Un libro complesso, articolato, ricco, frutto di una pratica che valorizza l’Università come bene comune. Dei beni comuni, o del bene comune, la discussione è aperta, c’è bisogno in un’epoca in cui la privatizzazione e la mercificazione attraversano tutto, il pubblico come il privato.

Un privato che non è neanche più proprietà di qualcuno ma ormai dimensione alienata alla potestà di un potere sempre più predatorio. E un pubblico che viene non solo privatizzato nella natura giuridica ma anch’esso posto al servizio del medesimo potere totalizzante. Di contro la nuova consapevolezza di genere e di specie può consentire una dimensione nuova dello stesso approccio pubblico dotandolo di senso, di democrazia, di riproducibilità e di attenzione alle differenze.

Altramente consiglia vivamente la lettura di questo testo edito da Ombre Corte al prezzo di 25 euro per 335 pagine.