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I materiali dal convegno "Europa: che fare?" PDF Stampa
Martedì 29 Ottobre 2013 01:00

Redazione - Pubblichiamo i materiali del convegno: "Europa, che fare?" svoltosi alla Casa Internazionale delle Donne, il 28 settembre 2013

IL REPORT CONCLUSIVO DI ROBERTO MOREA

Europa che fare ?

La giornata di discussione sull'Europa promossa a Roma il 28 settembre 2013 presso la Casa Internazionale delle Donne ha visto la partecipazione di parecchie organizzazioni e reti impegnate con continuità sul livello europeo.

Ciascuno con il proprio specifico approccio, con le proprie priorità tematiche, con la propria identità e cultura, impegnate in diversi percorsi di rete, tutti gli intervenuti hanno però convenuto sulla necessità e l'urgenza di fare il possibile per facilitare una appropriazione popolare dei temi europei, che sono alla base delle politiche nazionali e locali al tempo della crisi, e da cui nessun progetto di alternativa può prescindere.

Da tutti e tutte è stata sottolineata la necessità di rafforzare i percorsi di riflessione e di iniziativa che sappiano intrecciare la costruzione di una opposizione sociale alle politiche di austerità, e all'impoverimento che esse producono in tutti i paesi europei, con la crescita della forbice tra i sempre più ricchi e l’espansione della povertà, che oggi investe anche chi ha un lavoro, spesso sotto pagato e precario.

Condivisa da tutti gli intervenuti è stata la consapevolezza che questa Unione Europea  stia provocando disastri sociali, in Grecia come ovunque riesca ad imporre a governi e parlamenti le misure di cosiddetta austerità, limitando e riducendo salari e diritti, tagliando le spese sociali, imponendo privatizzazioni e distruzione dei beni comuni e dell'ambiente, riduzione di cittadinanza e di democrazia.

Tali politiche trovano oggi un ostacolo nelle costituzioni democratiche che, nate dalla lotta anti nazi-fascista, hanno saputo mettere al centro il ruolo dei lavoratori e dei diritti universali. Così come nelle vertenze, nelle lotte, nelle buone pratiche che nel nostro paese e in tanti paesi europei difendono diritti, democrazia, territori e beni comuni.

Da molti è stata raccolta la proposta di impegnarsi insieme per costruire una “piattaforma sociale per un’altra Europa” composta di chiare e comprensibili proposte per cambiare il segno sociale delle politiche europee,  per chiedere all'Unione Europea di essere l'ambito istituzionale di garanzia ed esigibilità dei diritti sociali e del lavoro e della gestione pubblica dei beni comuni.

Una piattaforma per costruire quella UE dei diritti e della solidarietà  che esprima la sintesi al più alto livello possibile di quelle costituzioni democratiche e antifasciste, oggi nel mirino dei mercati finanziari e delle tecnocrazie europee.

Una piattaforma per l'Europa che possa essere uno strumento utilizzabile  da ciascuno, nelle tante esperienze di opposizione al modello economico e sociale che ci stanno imponendo e, laddove possibile, come catalizzatore di  iniziative comuni  sui punti condivisi da differenti organizzazioni, movimenti e coalizioni, per contribuire all'avanzamento di un blocco sociale composito ma convergente.

Dalla giornata del 28 sono emersi alcuni grandi capitoli comuni sulle priorità condivise da tutte le esperienze sociali coinvolte, ovunque collocate:
1. Confermare l'impegno per rafforzare le reti di connessione europee e mediterranee, per rafforzare le alleanze, il coordinamento, la mobilitazione comune, la capacità di costruire una capacità di impatto all'altezza della sfida.

2. Costruire cooperazione rafforzata fra i paesi dell'Europa del Sud e solidarietà concreta con le vittime della crisi, perché da solo non si salva nessuno e per combattere la spinta alla competizione al ribasso sui salari e i diritti. Una solidarietà che preveda il riconoscimento dei diritti dei migranti sanciti dall'Onu

3. Portare i contenuti europei nelle piattaforme sociali nazionali, realizzando una più forte connessione fra le vertenze locali e nazionali e una azione di contrasto e opposizione alle politiche della Commissione Europea e della Troika.

4. Di fronte al grande vuoto di rappresentanza, e dei rischi che esso comporta, rendere maggiormente visibili le proposte sociali credibili e possibili di una alternativa europea e mediterranea.

Il 2014 sarà anche l'anno della Presidenza Greca dell'Unione Europea, e poi della Presidenza Italiana. A maggio si terranno le elezioni europee. Qualsiasi sia l'approccio a questi appuntamenti, pare a molti evidente che nei prossimi mesi il discorso sull'Europa si renderà maggiormente visibile, nell'Ue e nel nostro paese.

Un forte e unitario discorso per un'altra Europa da contrapporre alla retorica  europeista di chi  difende  l'Europa   come copertura  per le  politiche di austerità,  regressive e autoritarie, spacciate come necessarie e senza alternative, ci pare una necessità condivisa, per la quale si stanno attrezzando le reti europee e per la quale è, a nostro avviso, importante proseguire il lavoro anche in Italia.

Gli altri materiali:

SCARICA LA LOCANDINA

INTERVENTO DI ROBERTO MUSACCHIO

INTERVENTO DI RAFFAELLA BOLINI

INTERVENTO DI ALFONSO GIANNI

INTERVENTO DI TONINO PERNA

INTERVENTO DI NICOLETTA PIROTTA

CONTRIBUTO DI NICOLA VALLINOTO

 


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