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Conclusioni formali del Consiglio Europeo sulle parti "occupazione giovanile" e "crescita" Stampa
Venerdì 28 Giugno 2013 10:45

Roberto Musacchio - Pubblichiamo il testo delle conclusioni del Consiglio Europeo, dedicate alla disoccupazione giovanile. Sarà che questo è anno elettorale, a cominciare da quando il 22 settembre si voterà per il Parlamento in Germania e poi dal 22 al 25 maggio per quello Europeo, ma la "governance europea" vuole mostrarsi occupata a trattare le situazioni più esplosive, come quella della disoccupazione giovanile. Da portare sotto il 25%, dice il documento approvato.

Che naturalmente nulla dice del perchè si è arrivati a questa situazione drammatica. Ci sarebbe qualche autocritica da fare su come le cosiddertte politiche di rigore hanno ucciso la società, senza per altro risanare i conti. Invece niente. Anzi, si continua ad abbinare il risanamento alla crescita, come nelle vecchie convergenze parallele democristiane.I soldi per il lavoro giovanile sono una manciata di miliardi di euro, 9. C'è una sorta di riformulazione del Fondo Sociale Europeo.

Si crea lo Youth Employment Iniziative, YEI, che dovrebbe essere la cornice in cui si realizzano i programmi per i giovani su scala continentale. In pratica si pensa ad una sorta di collocazione rafforzata sul mercato del lavoro europeo, incrementando la mobilità lavorativa interna alla UE, che secondo le aspettative doveva essere del 10% mentre ora sta al 4%. Insomma,c'è il rischio che più che favorire un diritto alla mobilità come propria opzione si agisca secondo la logica che invece che portare il lavoro si portano i lavoratori.

E si pensa ad una sorta di Erasmus per il lavoro, che favorisca il rapporto tra formazione e impiegabilità. Al centro ci sono i sistemi di impresa mentre assai indefinite sono le garanzie che dovrebbero tutelare i nuovi lavoratori migranti dal punto di vista dei diritti sociali ma anche di quelli civili, dai contratti ai diritti di residenza cioè. Sia in questo ambito, che in quello delle raccomandazioni agli Stati membri si insiste su riforme che favoriscano il rapporto con le imprese e la trasformazione del sistema formativo in questa direzione.

Il tutto dovrebbe prevedere un Multinational Financial Framework, MFF, da definire ulteriormente. Per il resto i principi ispiratori rimangono quelli di sempre, con l'invito a procedere nel rigore, a praticare riforme che favoriscano detassazione e modernizzazione del lavoro e in particolare le solite high, alte capacità. Del quadro strutturale, come dicevo, non si dice nulla sul perchè produca depressione e desertificazione produttiva e lavorativa in generale e in particolare per intere aeree geografiche, com quelle del Sud, e sociali, come appunto i giovani.

Una operazione dunque molto ambigua, deludente e di facciata, molto mutuata da ciò che la Cancelliera Merkel sta già facendo con accordi bilaterali e proponendo, che dovrebbe trovare la giusta risposta dei movimenti, in particolare quelli giovanili, che si battono per un'altra Europa.